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Bocchigliero18 Marzo 2006

ORIGINE DEL NOME

Il significato del nome Bocchi­gliero lo si vuole derivato dai costruttori di botti (Bottigliero) o da allevatori di buoi (Boukolieros) o, ancora, dal francese "bouclier", brocchie­re. Ma, molto più probabil­mente, viene dal nome che gli diedero i coloni romani, i quali, dedicandosi alla pastorizia, lo chiamarono "Bocchilierus", cioè paese di pastori.

CENNI STORICI

Bocchigliero vanta origini molto antiche, anche se imprecisate, come testimoniano i diversi ritrovamenti archeologici effet­tuati nell'area circostante, che hanno messo in luce un insediamento etnico risalente all'epoca neolitica. Gli storici affermano che molto probabil­mente l'attuale Bocchigliero sorge sul sito dell'antichissima città enotria di ARINTHE, citata da Ecateo di Mileto. Nel IV secolo a.C. il territorio fu sede di un insediamento bruzio, di cui rimane qualche avanzo della cinta fortificata, assai simile alle Muraglie di Annibale presenti a Pietra­paola. Un primo sviluppo dell'abitato si ebbe attorno al X secolo, quando la popolazione della costa cercava rifugio nei luoghi di montagna per sfuggire alla minaccia sara­cena. In seguito divenne un Casale compreso nella Contea di Cariati, e ne seguì le vicende feudali fino a quando, nel 1678, passò ai Labonia che vi si insediarono fino al 1694 e, poi, ai Sambiase che lo tennero fino al 1806. In base all'ordinamento disposto dal Generale napoleonico Cham­pionnet, nel 1799 Bocchigliero venne incluso nel Cantone di Cirò. Dopo il 1806 divenne un "luogo" del "Governo di Umbri­atico" e nel 1811 fu infine proclamato comune autonomo e compreso nel Circondario di Campana. Immediatamente dopo l'Unità d'Italia il suo ter­ritorio fu percorso da innume­revoli bande di briganti e fu teatro delle gesta di un'asso­ciazione religiosa a carattere cattolico, detta dei Santi, de­generata poi in setta eretica dedita a pratiche erotomani e delittuose, cessate per l'inter­vento dell'attività giudiziaria. Bocchigliero fu danneg­giato dai terremoti del 1836, 1870 e 1905 ed ebbe a patire non poco per le infezioni coleriche sviluppatesi nel 1837 e nel 1867.

RISORSE STORICO ARTISTICHE

Le testimonianze più antiche risalgono ad un insediamento preistorico, con reperti prove­nienti dalle zone di Contrada Macchia del Calvario e località Monumento, dove sono stati rinvenuti una punta di lancia, un'ascia da guerra ed il fondo di un vaso di bronzo (oggi custoditi al museo di Nico­tera). Altre tracce archeologi­che riguardano una cinta fortificata bruzia (sec. IV a.C.), ruderi di abitato e notevoli avanzi di un oratorio medievale bizantino (probabilmente basi­liano-normanno), sulla Monta­gna di Basilicò, in località "Cozzo della Chiesa". La parte storica del Paese conserva, pur con le manipolazioni avvenute nel corso dei secoli, la struttura tipica degli abitati medievali, con case addossate e vie strette, che favorivano la difesa. Di grande importanza artistica è la Chiesa Matrice, di fondazione secentesca, situata nella Piazza del Popolo ed intitolata a Santa Maria dell'Assunta. L'interno è diviso in tre navate, separate da colonne rettangolari in pietra, che sostengono sei arcate a sesto, semicircolari. Di note­vole interesse anche il campa­nile merlato, culminante a piramide acuta, ed il portale in pietra lavorata, opera di scal­pellini locali. Sempre nel cen­tro è possibile ammirare la Chiesa di San Francesco, con l'antico organo a canne, recen­temente restaurato e funzio­nante, e l'altare in legno in­tarsiato. Del 1583 è invece il Monastero dei Riformati (o Santuario della Madonna da Jesu), in posizione panora­mica, a circa 1000 metri di altitudine. Durante la presenza dei monaci venne edificato il Convento che conserva il ma­gnifico chiostro. All'interno del­la chiesa i monaci, nel XVII sec., intarsiarono con la tecni­ca "a coltello" lo splen­dido altare sopra il quale è custo­di­ta, in una nicchia di spessi vetri, l'icona della Ma­donna delle Nevi, scolpita in pietra. Secondo la leggenda, l'icona è stata ritrovata in un albero cavo del Bosco di Basilicò. Sempre nella chiesa sono presenti un quadro rappresentante la deposizione (probabilmente di Mattia Preti o Luca Giordano), ed una statua lignea di splendida fattura.

PRODOTTI TIPICI

Prodotti tipici alimentari

Salsicce piccanti con semi di finocchio, soppressate, funghi sott'olio o preparati con la cipolla e il sugo di carne, formaggi (caciocavallo, giun­cata, putiro, ricotta fresca), castagne, vino, frutta, miele. Tra i piatti tipici, i maccheroni con legumi, i rigatoni alla pecorara, la pasta a ferretto, gli gnocchi di patate locali al sugo di salsiccia, gli arrosti di agnello e maiale. Particolare la preparazione della capra bol­lita, che segue antiche ricette. In occasione delle feste il paese è caratterizzato dai suoi dolci tradizionali, tra i quali: i mastarozzi, impastati con fa­rina e miele in forme tradi­zionali, i bucchinotti, la pasta a convetti, i biscotti all'anice e le chinulille.


Prodotti tipici artigianali

Pipe realizzate con radica di erica (ciocchi), vasi in terra­cotta per la conservazione di alimenti, ferro battuto, deco­razioni ceramiche e vetro.

 


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