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Cariati19 Marzo 2006

ORIGINE DEL NOME

Probabilmente dal greco Ca­ruai, ovvero abitanti della greca Carie; nei sec. IX-X è docu­mentata come un'importante fortezza bizantina ("Castrum" Korion).

CENNI STORICI

Il primo nucleo dell'attuale centro storico di Cariati, cinto da poderose mura, situato su un'amena collina in vista del mare, sorse come luogo stra­tegico fortificato in età bizan­tina. Divenuta contea in epoca normanna (sec. XI) e succes­sivamente principato (1565), Cariati fu soggetta a varie signorie. Vi si alternarono i Ruffo, i Riario, i Sanseverino, i Coppola, i Borgia e, in ultimo (1505) gli Spinelli, Principi di Cariati dal 1565, che la ten­nero fino all'eversione della feudalità (1806). Nel 1437, mentre si trovava sotto la signoria dei Ruffo, Cariati fu elevata a sede vescovile e tale titolo conserva ancora oggi. Fra i suo vescovi più importanti si ricordano Francesco Gon­zaga (1633-1657), che pro­mosse la costruzione del Pa­lazzo Vescovile e del Semi­nario, e Nicola Golia (1839-1873) che nel 1857 riconsacrò la Cattedrale di origine quat­trocentesca, da lui fatta com­pletamente ricostruire in stile neoclassico. Nella prima metà del '500 Cariati subì ripetuti attacchi e devastazioni da parte dei pirati turchi che in­festavano allora il Mar Medi­terraneo. Nel 1544 il corsaro Kaireddin Barbarossa la di­strusse quasi completamente e ne fece prigioniera gran parte della popolazione. Nel Sei­cento la città si riprese dalle devastazioni dei mori e vide rinnovarsi quasi tutto il suo tessuto urbano. Tra il 1806 e il 1815, nel cosiddetto "decennio francese", Cariati conobbe le conseguenze negative del bri­gantaggio, essendo stata scel­ta come quartiere generale delle sue imprese banditesche da Re Coremme, uno dei peg­giori briganti dell'epoca.
La cittadella fu assediata due volte dai Francesi, decisi a scovare ed annientare la banda del brigante filoborbonico. Nei primi decenni dell'Unità, Cariati conobbe le difficili condizioni di tutti i comuni del Mezzogiorno d'Italia all'indomani dell'unifica­zione nazionale.

Nel 1876, con il completa­mento della costruzione del tronco ferroviario Taranto-Reg­gio Calabria, si spezzò fi­nalmente il suo secolare isola­mento e la comunità locale si avvantaggiò di facili collega­menti con Napoli, Roma ed il resto dell'Italia.

In questi ultimi anni Cariati è andata sempre più caratteriz­zandosi e attrezzandosi come centro turistico-balneare di un certo livello. Attualmente di­spone di una non comune infrastruttura turistica: un porto con caratteristiche adeguate al turismo nautico e all'approdo di battelli da diporto, utilizzato anche come rifugio per le barche dei numerosi pescatori locali.

RISORSE STORICO ARTISTICHE

Recenti scavi e scoperte han­no arricchito il quadro della frequentazione antica del terri­torio di Cariati, soprattutto per quel che riguarda l'età elle­nistica (IV-III sec. a.C.) ed alto­medioevale. Famosa a questo proposito, In località "Salto", la tomba a camera di un guer­riero brezio, mentre, all'estre­mità occidentale del "Salto", in contrada "Pruja" (o Proio, ov­vero Cozzo del Salto), si se­gnalano i resti, attualmente di difficile accesso dalla strada costiera, di una cinta muraria in blocchi squadrati di arena­ria, anch'essa da mettersi in relazione con la presenza di popolazione brezia nel terri­torio, come già evidenziato a Castiglione di Paludi e Pietra­paola.

Resti monumentali di età ellenistica ed altomedioevale sono visibili, inoltre, in località "Santa Maria", sulla pianura costiera a Nord della foce del fiume Nicà, che segnava il confine fra i territori delle città greche di Thurii e Crotone. Nel 1983, uno scavo effettuato nel­l'ambito di un villaggio turistico (Sporting Mare), a m. 150 dalla spiaggia, ha consentito di ri­portare alla luce un vasto com­plesso monumentale, già indi­viduato nel 1900 e comple­tamente caduto nell'oblio. Le emergenze più chiaramente leggibili sono costituite da un muro perimetrale lungo m. 13,70 che delimita almeno tre ambienti di cui è sconosciuta la funzione.
Cariati possiede un caratte­ristico e ben conservato Cen­tro Storico, per le cui stradine tortuose si respira aria d'altri tempi. Il paese è ancora in­teramente cinto da poderose mura inframezzate, di tanto in tanto, da massicci torrioni, alcuni a forma di cono tronco, altri poligonali. Si tratta di un'opera di fortificazione che risale al periodo della domi­nazione bizantina, rimaneg­giata e restaurata in epoca aragonese (XV sec.). Cariati infatti, per la sua posizione strategica su un colle in vista del mare, al centro del tratto di costa compreso tra Capo Tri­onto e Punta Alice, fu, fin dall'Alto Medioevo, una delle più importanti piazzeforti militari della Calabria. An­cora oggi si accede al paese da una vera e propria porta, quella che i cariatesi chiamano "Ponte nuovo". Attraversan­dola, si ha l'impressione di entrare in un grande castello. Appena dentro ci si trova al­l'inizio della via principale del paese: Corso XX Settembre o, come si chiamava una volta, via Duomo. È su questo corso, infatti, che si trova la Catte­drale, raro esempio di chiesa neoclassica calabrese d'ispira­zione palladiana. L'esterno pre­senta una facciata porticata a forma di tempio prostilo; l'in­terno ha un aspetto basilicale, con tre navate divise da massiccie colonne in mura­tura. Affiancato alla Cattedrale è il seicentesco Palazzo Vescovile, la cui costruzione fu iniziata dal vescovo Fran­cesco Gonzaga nel 1649 e completata dal vescovo Gero­lamo Barzellino nel 1685, co­me risulta dall'epigrafe in latino murata in un angolo della fac­ciata. All'inizio del Corso XX Settembre, subito dopo il 'Pon­te nuovo", si trova il Palazzo del Seminario, della prima metà del Seicento. Il maesto­so edificio, che reca sul por­tone lo stemma in pietra della nobile famiglia mantovana, in­corpora uno dei torrioni medie­vali del paese ed è costruito sulle mura che guardano a mezzogiorno verso Terravec­chia. Un altro angolo interes­sante del centro è il Rione Valle, con le sue caratte­ristiche viuzze ripide che scen­dono verso la parte più bassa del paese: è qui che si trova il suggestivo Torrione della Valle, da cui si gode una splendida vista sul mare e su tutto l'esteso abitato di Cariati Marina. Su questo e sugli altri otto "torrioni" incorporati lungo tutta la cinta muraria, veri baluardi difensivi collegati tra loro per mezzo di cammi­namenti segreti, si attestavano i difensori della città, quando la popolazione cariatese avvista­va nel mare le galere dei pirati turcheschi. Lasciando il Rione Valle e salendo per la stretta via che costeggia le mura, si giunge in piazzetta G. Mar­coni, meglio nota come "il Ponte": un altro angolo sugge­stivo del Centro Storico, da cui si gode una bella vista della cinta muraria e della marina. Dal ponte, percorrendo una tortuosa stradina in salita (Salita S. Leonardo), si arriva alla piazza centrale, denomi­nata "Largo Plebiscito", ove si affacciano i balconi del Palaz­zo Vescovile e un angolo della facciata della Cattedrale, sul quale s'erge la Torre civica con Orologio costruita nel 1904. Fuori dalla cinta urbica, a 500 metri dal paese, sulla SS. 108 (Silana di Cariati) si trova il monumento più inte­ressante di Cariati: la Chiesa dei Minori Osservanti o di Santa Filomena, del sec. XV, in stile tardo-gotico, fatta costruire dal nobile fiorentino Bonaccorso Caponsacco, a quell' epoca signore del luogo. L' edificio, che originariamente faceva parte di un complesso monastico, conserva i caratteri strutturali originali: l'interno è costituito da un'unica navata, con copertura a copriate, e termina con un'abside qua­drangolare; l'esterno presenta una sobria facciata su cui spicca un bel portale ogivale in pietra. Interessante è la cupola a costoloni, rivestita all'interno con mattonelle policrome di maiolica decorate con un mo­tivo araldico.

PRODOTTI TIPICI

Prodotti tipici alimentari

Olio; melanzane ripiene; "sar­della"; "Pitta cchu ri jiti"; for­maggi vari; caciocavalli; pesce azzurro; "ghiotta" a base di pesce; "fusiddi"; taralli.

Prodotti tipici artigianali

La tessitura al telaio di coperte e tappeti e la ceramica sono le attività artigianali tipiche di Cariati, anche se entrambe non sono più fiorenti come una volta. Mentre non mancano oggi i telai attivi, le botteghe artigiane dei vasai vanno scomparendo. Sono presenti, però, vari negozi di oggetti in terracotta grezza e ceramica, lavorati secondo la tradizione dei vasai cariatesi. Esiste a Cariati una tradizione cantie­ristica per la costruzione di barche da pesca. Nel circo­ndario sono rinomati i suoi maestri d'ascia.

 


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